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Sistema lavoro e Opportunità

Decontribuzione e sgravi 2026: la guida aggiornata agli Incentivi per le assunzioni

Guida 2026 agli sgravi contributivi per le assunzioni: Bonus Giovani, Donne, ZES, requisiti, cumulabilità e calcolo del risparmio.
Calcolatrice con il numero 2026 sul display, appoggiata su moduli fiscali accanto a una penna

Gli incentivi alle assunzioni rappresentano un’opportunità concreta per le imprese che vogliono inserire nuove risorse e, allo stesso tempo, ridurre il costo del lavoro attraverso esoneri e agevolazioni contributive.

Nel 2026 il quadro delle misure disponibili si amplia e si aggiorna: dagli incentivi rivolti all’assunzione di giovani, donne e lavoratori svantaggiati alle agevolazioni previste per le imprese che operano nelle aree della ZES Unica, fino agli strumenti che favoriscono la stabilizzazione dei rapporti di lavoro. A questi si affiancano incentivi strutturali già previsti dall’ordinamento e ancora applicabili.

In un sistema caratterizzato da requisiti, scadenze e condizioni differenti, la vera sfida per le imprese è individuare le misure concretamente applicabili e quantificarne il beneficio economico.

Conoscere requisiti, cumulabilità e tempistiche diventa quindi fondamentale per cogliere le opportunità disponibili nel 2026 e ottimizzare il costo del lavoro.

Incentivi alle assunzioni 2026: una panoramica delle principali agevolazioni

Il panorama degli incentivi alle assunzioni nel 2026 comprende nuove misure e agevolazioni già previste dall’ordinamento, applicabili in funzione delle caratteristiche del lavoratore, dell’impresa e del rapporto di lavoro.

Tra le principali novità rientrano il Bonus Giovani 2026, il Bonus Donne 2026 e il Bonus ZES 2026, previsti per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026. A queste misure si aggiungono l’incentivo alla stabilizzazione degli under 35, applicabile a determinate trasformazioni a tempo indeterminato effettuate dal 1° agosto al 31 dicembre 2026, e l’esonero dedicato all’assunzione di madri con almeno tre figli.

Parallelamente continuano a trovare applicazione, in presenza dei relativi requisiti, alcune agevolazioni già previste dall’ordinamento, tra cui quelle rivolte all’assunzione di lavoratori over 50, percettori di NASpI e persone con disabilità.

L’accesso alle diverse agevolazioni varia in funzione delle caratteristiche della singola assunzione. L’applicabilità e l’entità del beneficio dipendono infatti da diversi elementi, tra cui:

  • le caratteristiche e la situazione occupazionale del lavoratore
  • l’età e, per alcune misure, il genere
  • la tipologia di contratto
  • la localizzazione dell’unità produttiva
  • la dimensione dell’impresa
  • l’eventuale incremento occupazionale
  • la presenza di altre agevolazioni potenzialmente applicabili

Per una stessa assunzione possono quindi entrare in gioco misure differenti. La verifica preventiva diventa fondamentale per individuare l’incentivo effettivamente applicabile e valutarne la convenienza, integrando questa analisi nel processo di recruiting e nella determinazione del costo del nuovo inserimento.

Bonus Giovani 2026: esonero contributivo per le assunzioni di under 35

Il Bonus Giovani 2026 prevede un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi INAIL, per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 di giovani che, alla data dell’assunzione, non abbiano compiuto 35 anni.

L’accesso alla misura e la durata dell’agevolazione dipendono dalla situazione occupazionale del lavoratore e dalle ulteriori condizioni di svantaggio previste dalla normativa.

In particolare, l’esonero può essere riconosciuto per 24 mesi in caso di assunzione di lavoratori che rientrano nella categoria dei molto svantaggiati e per 12 mesi negli altri casi di lavoratori svantaggiati ammessi alla misura.

L’esonero è riconosciuto fino a un massimo di 500 euro al mese per ciascun lavoratore, con un massimale elevato a 650 euro mensili per le assunzioni effettuate presso sedi o unità produttive ubicate nelle Regioni della ZES Unica o nelle ulteriori aree del Centro Italia in crisi industriale individuate dalla normativa.

Per le imprese è quindi importante verificare preventivamente non soltanto il requisito anagrafico, ma anche la situazione occupazionale del giovane e le ulteriori condizioni previste dalla misura, così da determinare correttamente accesso, durata ed entità dell’agevolazione.

Stabilizzazione under 35: esonero contributivo per le trasformazioni a tempo indeterminato

Accanto al Bonus Giovani, nel 2026 è prevista una specifica agevolazione per favorire la stabilizzazione dei rapporti di lavoro dei giovani under 35.

La misura riconosce ai datori di lavoro privati un esonero del 100% della contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, esclusi premi e contributi INAIL, fino a 500 euro al mese per un massimo di 24 mesi.

La misura riguarda esclusivamente le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato effettuate dal 1° agosto al 31 dicembre 2026 di contratti:

  • instaurati entro il 30 aprile 2026
  • di durata complessiva non superiore a 12 mesi
  • trasformati senza soluzione di continuità

L’incentivo riguarda lavoratori che, alla data della trasformazione, non abbiano compiuto 35 anni e non siano mai stati occupati a tempo indeterminato. 

Per accedere all’agevolazione, la trasformazione deve inoltre determinare un incremento netto dell’occupazione rispetto alla media dei lavoratori occupati nei 12 mesi precedenti.

Per le imprese che hanno già in organico giovani con contratti a termine, la misura rappresenta quindi un’opportunità da valutare prima della scadenza del rapporto, verificando preventivamente requisiti, tempistiche e convenienza della trasformazione a tempo indeterminato.

Bonus Donne 2026: esonero contributivo per l’occupazione femminile

Il Bonus Donne 2026 prevede un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi INAIL, per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 di donne di qualsiasi età che rientrano nelle condizioni previste dalla normativa.

L’agevolazione può essere riconosciuta per l’assunzione di donne:

  • prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, indipendentemente dalla residenza: durata dell’esonero fino a 24 mesi;
  • prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 12 mesi e appartenenti alle categorie di lavoratrici svantaggiate previste dalla normativa, ad esempio in relazione all’età, al titolo di studio, alla situazione familiare o al settore di occupazione: durata dell’esonero fino a 24 mesi;
  • prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi e appartenenti alle categorie di lavoratrici svantaggiate previste dalla normativa: durata dell’esonero fino a 12 mesi.

L’esonero è riconosciuto fino a un massimo di 650 euro al mese per ciascuna lavoratrice, con un massimale elevato a 800 euro mensili per le assunzioni di lavoratrici residenti nelle Regioni della ZES Unica.

Tra le condizioni previste per l’accesso al beneficio rientra anche l’incremento occupazionale netto, calcolato rispetto alla media dei lavoratori occupati nei 12 mesi precedenti.

La verifica preventiva della situazione della lavoratrice e dei requisiti previsti dalla misura consente quindi di determinare accesso, durata ed entità dell’agevolazione prima di procedere con l’assunzione.

Bonus ZES 2026: esonero contributivo per le assunzioni nelle aree della ZES Unica

Il Bonus ZES 2026 è rivolto ai datori di lavoro privati con un organico fino a 10 dipendenti che assumono a tempo indeterminato personale non dirigenziale presso sedi o unità produttive ubicate nelle Regioni della ZES Unica.

Il lavoratore deve:

  • avere compiuto 35 anni
  • essere disoccupato da almeno 24 mesi

Il beneficio consiste in un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi INAIL, fino a un massimo di 650 euro al mese per ciascun lavoratore e per una durata massima di 24 mesi.

Le Regioni interessate sono Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna e Umbria.

Per l’accesso all’incentivo assume rilievo il luogo in cui viene effettivamente svolta l’attività lavorativa: la prestazione deve essere resa presso una sede o unità produttiva situata in una delle Regioni della ZES Unica.

Per le imprese che operano in queste aree, la verifica preventiva dei requisiti del lavoratore e della dimensione aziendale consente quindi di valutare l’applicabilità dell’agevolazione e quantificare il potenziale risparmio contributivo prima dell’assunzione.

Esonero per l’assunzione di madri con almeno tre figli

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una specifica agevolazione per i datori di lavoro privati che, a partire dal 1° gennaio 2026, assumono donne madri di almeno tre figli di età inferiore a 18 anni e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi.

L’incentivo consiste in un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi INAIL, fino a un massimo di 8.000 euro annui per ciascuna lavoratrice.

A differenza di altre misure, l’agevolazione può essere riconosciuta anche per le assunzioni a tempo determinato, oltre che per quelle a tempo indeterminato. La durata del beneficio varia in funzione della tipologia di rapporto:

  • fino a 12 mesi per le assunzioni a tempo determinato
  • fino a 18 mesi in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto già agevolato
  • fino a 24 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato

L’agevolazione è riconosciuta ai datori di lavoro privati, compresi quelli del settore agricolo, mentre sono esclusi i rapporti di lavoro domestico, i contratti di apprendistato e le pubbliche amministrazioni.

Per le imprese, la misura amplia quindi le opportunità da valutare in fase di assunzione, considerando non soltanto la situazione occupazionale della lavoratrice, ma anche la tipologia e la durata del rapporto di lavoro.

Agevolazioni strutturali: le misure da considerare anche nel 2026

Accanto alle nuove agevolazioni introdotte per il 2026, continuano a trovare applicazione alcuni incentivi strutturali, già previsti dall’ordinamento e utilizzabili in presenza dei relativi requisiti.

Si tratta di misure che possono riguardare specifiche categorie di lavoratori e che è quindi opportuno considerare nella valutazione preventiva di una nuova assunzione.

Incentivo per l’assunzione di lavoratori over 50

Per l’assunzione di lavoratori con almeno 50 anni di età e disoccupati da oltre 12 mesi, è prevista una riduzione del 50% dei contributi a carico del datore di lavoro.

L’agevolazione può essere riconosciuta per:

  • 12 mesi in caso di assunzione a tempo determinato
  • 18 mesi in caso di assunzione a tempo indeterminato

In caso di trasformazione di un rapporto agevolato da tempo determinato a tempo indeterminato, la riduzione contributiva può essere riconosciuta complessivamente fino a 18 mesi.

La misura rappresenta quindi un’agevolazione strutturale da valutare ogni volta che il candidato abbia almeno 50 anni e presenti il requisito relativo al periodo di disoccupazione.

Incentivi per l’assunzione di beneficiari ADI e SFL

Specifiche agevolazioni sono previste anche per i datori di lavoro privati che assumono beneficiari dell’Assegno di Inclusione (ADI) o del Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL).

In caso di assunzione a tempo indeterminato, è previsto un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi INAIL, fino a un massimo di 8.000 euro annui e per un periodo massimo di 12 mesi.

Per le assunzioni a tempo determinato o stagionale, l’esonero è invece pari al 50% dei contributi, fino a un massimo di 4.000 euro annui, per un periodo massimo di 12 mesi e comunque non oltre la durata del rapporto.

L’agevolazione può trovare applicazione anche in caso di trasformazione del rapporto da tempo determinato a tempo indeterminato, nel rispetto dei limiti complessivi previsti dalla normativa.

Un elemento particolarmente importante riguarda il processo di recruiting: per accedere all’incentivo, il datore di lavoro deve aver inserito l’offerta di lavoro nel SIISL.

Incentivi per l’assunzione di persone con disabilità

Tra le agevolazioni strutturali rientrano anche gli incentivi previsti dalla Legge 68/1999 per favorire l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità.

In caso di assunzione a tempo indeterminato, la misura dell’incentivo varia in funzione della tipologia e del grado di disabilità del lavoratore. In particolare, è riconosciuto un contributo pari al:

  • 70% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali, per 36 mesi, per lavoratori con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 79%
  • 35% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali, per 36 mesi, per lavoratori con una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 67% e il 79%
  • 70% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali, per 60 mesi, per lavoratori con disabilità intellettiva e psichica superiore al 45%.

Per i lavoratori con disabilità intellettiva e psichica superiore al 45%, l’agevolazione può essere riconosciuta anche in caso di assunzione a tempo determinato di durata non inferiore a 12 mesi, per tutta la durata del contratto.

A differenza di altri sgravi contributivi, il beneficio previsto dalla Legge 68/1999 è commisurato direttamente alla retribuzione lorda imponibile del lavoratore. La percentuale riconosciuta e la durata dell’agevolazione possono quindi incidere in modo significativo sul costo del lavoro, rendendo questa misura una leva economica da considerare nella pianificazione dell’inserimento.

Incentivo per l’assunzione di percettori NASpI

Tra le agevolazioni strutturali rientra anche l’incentivo previsto per i datori di lavoro che assumono a tempo pieno e indeterminato lavoratori beneficiari della NASpI.

A differenza degli esoneri contributivi, la misura riconosce al datore di lavoro un contributo economico mensile pari al 20% dell’indennità NASpI residua che sarebbe stata corrisposta al lavoratore se non fosse intervenuta l’assunzione.

Il beneficio viene riconosciuto per il periodo di trattamento NASpI ancora spettante al lavoratore. L’importo complessivo dell’incentivo dipende quindi dall’ammontare dell’indennità e dalla durata residua della prestazione al momento dell’assunzione.

L’incentivo è riconosciuto nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti “de minimis” e delle ulteriori condizioni previste per la fruizione delle agevolazioni all’assunzione.

Per le imprese, la presenza di un candidato percettore di NASpI può quindi incidere sulla valutazione economica dell’inserimento: in questo caso il vantaggio non deriva da una percentuale di contribuzione esonerata, ma è direttamente collegato alla prestazione NASpI che il lavoratore avrebbe ancora avuto diritto a percepire.

Incentivi alle assunzioni: requisiti e cumulabilità

L’accesso agli incentivi alle assunzioni non dipende soltanto dalle caratteristiche del lavoratore o dalla tipologia di contratto. Prima di applicare un’agevolazione è necessario verificare anche il rispetto delle condizioni generali previste per la fruizione dei benefici contributivi e dei requisiti specifici stabiliti dalla singola misura.

Tra gli aspetti da considerare rientrano, in particolare:

  • la regolarità contributiva del datore di lavoro
  • il rispetto delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro e degli altri obblighi di legge
  • il rispetto degli accordi e contratti collettivi applicabili
  • l’eventuale presenza di obblighi preesistenti di assunzione o di diritti di precedenza
  • l’eventuale presenza di sospensioni dal lavoro connesse a crisi o riorganizzazione aziendale, quando rilevanti ai fini dell’accesso all’agevolazione
  • la corretta e tempestiva effettuazione delle comunicazioni obbligatorie
  • l’incremento occupazionale netto, quando richiesto dalla specifica agevolazione
  • il rispetto delle eventuali condizioni previste dalla disciplina europea in materia di aiuti di Stato

A queste condizioni generali si aggiungono i requisiti specifici previsti da ciascun incentivo, che possono riguardare, ad esempio, l’età e la situazione occupazionale del lavoratore, la tipologia e la durata del contratto, la dimensione dell’impresa o la localizzazione dell’attività lavorativa.

La verifica deve quindi essere effettuata prima dell’assunzione, considerando congiuntamente le caratteristiche del lavoratore, dell’impresa e del rapporto di lavoro che si intende instaurare.

Gli incentivi alle assunzioni sono cumulabili?

La possibilità di utilizzare contemporaneamente più agevolazioni deve essere valutata caso per caso, perché le regole di cumulabilità cambiano in funzione della singola misura. La presenza di più incentivi potenzialmente applicabili allo stesso lavoratore non significa infatti che i relativi benefici possano essere automaticamente sommati.

Un esempio riguarda il Bonus Giovani 2026 e il Bonus Donne 2026: gli esoneri non sono cumulabili con altri esoneri o riduzioni delle aliquote contributive previsti dalla normativa vigente. Sono invece compatibili con la maggiorazione del costo del lavoro ammesso in deduzione per le nuove assunzioni, prevista dalla normativa fiscale.

Può inoltre accadere che uno stesso lavoratore presenti caratteristiche che lo rendano potenzialmente destinatario di più incentivi, ad esempio in relazione all’età, alla situazione occupazionale o ad altre condizioni previste dalle diverse misure. In questi casi è necessario confrontare le agevolazioni disponibili, verificandone compatibilità, limiti e durata, per individuare il beneficio effettivamente applicabile e valutarne la convenienza per l’impresa.

La cumulabilità entra quindi direttamente nella valutazione economica dell’assunzione: più incentivi potenzialmente disponibili non significano necessariamente un risparmio maggiore e il confronto tra le diverse misure può incidere sul risparmio effettivo per l’impresa.

Come calcolare il risparmio degli incentivi alle assunzioni

Conoscere l’importo massimo previsto da un incentivo non è sufficiente per determinare il risparmio effettivo per l’impresa. Il massimale indicato dalla normativa rappresenta infatti il limite entro il quale può essere riconosciuto il beneficio mentre l’importo concretamente fruibile dipende dalle caratteristiche del rapporto di lavoro e dalla contribuzione effettivamente dovuta.

Per stimare il beneficio è quindi necessario considerare:

  • la retribuzione imponibile previdenziale del lavoratore
  • l’ammontare dei contributi a carico del datore di lavoro interessati dall’esonero
  • la percentuale di esonero prevista dalla misura
  • l’eventuale massimale mensile o annuale
  • la durata dell’agevolazione
  • eventuali variazioni del rapporto di lavoro nel periodo agevolato

Un esempio concreto: il Bonus Giovani 2026

Consideriamo l’assunzione a tempo indeterminato di un giovane under 35 che rientra tra i lavoratori molto svantaggiati e possiede quindi i requisiti per accedere al Bonus Giovani 2026 per 24 mesi.

La misura prevede un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi INAIL, entro il limite massimo di 500 euro al mese per lavoratore.

Supponiamo che i contributi a carico dell’impresa effettivamente interessati dall’esonero siano pari a 420 euro al mese.

Poiché questo importo è inferiore al massimale previsto, il beneficio effettivo sarà pari a:

420 euro × 24 mesi = 10.080 euro

Se, invece, la contribuzione agevolabile fosse pari a 550 euro al mese, entrerebbe in gioco il massimale previsto dalla misura:

500 euro × 24 mesi = 12.000 euro

L’esempio mostra come il valore indicato dalla normativa rappresenti un massimale e non un risparmio automaticamente riconosciuto all’impresa. Per quantificare il beneficio è necessario partire dai dati della singola assunzione e dalla contribuzione effettivamente interessata dall’esonero.

Calcolare il potenziale risparmio già nella fase preassuntiva consente quindi di integrare l’incentivo nella valutazione del costo del lavoro e di confrontare, quando disponibili, le diverse agevolazioni applicabili.

Attenzione alle scadenze

Il 31 dicembre 2026 rappresenta una data importante per alcune delle principali agevolazioni analizzate in questa guida.

Salvo eventuali proroghe o modifiche normative, entro questa data devono essere effettuate le assunzioni che consentono di accedere al Bonus Giovani 2026, al Bonus Donne 2026 e al Bonus ZES 2026.

Un’altra scadenza da tenere presente è il 30 settembre 2026. Entro questa data possono essere presentate le domande relative ai precedenti incentivi del Decreto Coesione (D.L. 60/2024) per giovani, donne e ZES, riferiti alle assunzioni e trasformazioni effettuate nel periodo agevolato previsto dalla precedente disciplina. Dal 1° ottobre 2026 non sarà più possibile presentare nuove istanze per questi benefici.

Le scadenze diventano quindi parte integrante della verifica degli incentivi: non basta individuare una misura potenzialmente applicabile, ma è necessario verificare anche quando deve essere effettuata l’assunzione e quali sono i termini previsti per richiedere il beneficio.

Dall’incentivo al valore: un approccio strutturato

Gli incentivi alle assunzioni possono rappresentare un’importante opportunità per ridurre il costo del lavoro, ma individuarli è solo il primo passo. Requisiti, scadenze, regole di cumulabilità e condizioni di accesso rendono fondamentale una verifica preventiva e puntuale delle agevolazioni concretamente applicabili.

In Fiabilis integriamo l’analisi di agevolazioni fiscali, sgravi contributivi e incentivi normativi in un approccio più ampio all’ottimizzazione del costo del lavoro, mettendo insieme competenze specialistiche, analisi dei dati e strumenti di Business Intelligence.

L’obiettivo è individuare le opportunità, quantificarne il beneficio e accompagnare l’impresa nella loro implementazione, trasformando la complessità normativa in valore concreto per l’organizzazione.

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