Il 2025 consegna all’Italia un mercato del lavoro in forte espansione. I dati ISTAT mostrano un Paese che raggiunge livelli occupazionali mai registrati prima: la disoccupazione scende al 6,0% e il tasso di occupazione sale al 62,7%. Numeri che raccontano una dinamica positiva, ma che non esauriscono la complessità del quadro. Perché dietro la crescita si nascondono ancora squilibri profondi, soprattutto generazionali e territoriali, e un fenomeno che continua a frenare l’efficacia delle politiche attive: il non take-up, ovvero la mancata attivazione degli incentivi disponibili.
I giovani continuano a incontrare difficoltà significative: la disoccupazione giovanile resta al 19,8%, e nel Mezzogiorno supera il 30%, mentre al Nord scende sotto il 15%. A questo si aggiunge il peso dei NEET, 1,4 milioni di giovani che non studiano e non lavorano, con un impatto economico e sociale rilevante.
Il lavoro non è solo un indicatore economico: è dignità, inclusione, futuro. E proprio per questo, i record occupazionali non bastano. Occorre capire come trasformare questa crescita in valore reale per imprese, lavoratori e comunità.
Gli incentivi: una leva decisiva in un mercato del lavoro in evoluzione
Il 2026 si apre con un quadro occupazionale positivo, ma anche con sfide che richiedono strumenti mirati e semplici da utilizzare. Per questo il nuovo anno porta con sé un pacchetto di incentivi che punta a sostenere l’occupazione stabile, ridurre i divari territoriali e favorire l’inclusione delle categorie più fragili. Sono misure che, se attivate correttamente, possono ridurre in modo significativo il costo del lavoro e accompagnare le imprese in un percorso di crescita sostenibile.
Il Governo ha confermato e rafforzato alcune agevolazioni già esistenti, introducendo allo stesso tempo nuove opportunità. La decontribuzione per giovani e donne viene prorogata con un focus più forte sulla stabilizzazione dei rapporti di lavoro, mentre la Decontribuzione Sud continua a rappresentare uno strumento fondamentale per sostenere l’occupazione nelle aree più svantaggiate. Accanto a queste misure nazionali, le Regioni stanno ampliando i propri programmi: Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Campania hanno già annunciato nuovi bandi per il 2026, con contributi a fondo perduto, incentivi alla formazione e bonus per le assunzioni con esito occupazionale.
Il filo conduttore è chiaro: favorire l’ingresso e la permanenza nel mercato del lavoro delle categorie prioritarie — giovani, donne, over 50, persone con disabilità, percettori di NASpI — e allo stesso tempo sostenere le imprese in un contesto di costi crescenti e produttività sotto pressione. Ma, come sempre, la vera sfida non è la disponibilità degli incentivi, bensì la loro effettiva attivazione.
Il fenomeno del non take-up rimane infatti uno dei principali ostacoli. Anche nel 2026, molte aziende rischiano di non sfruttare le opportunità a loro disposizione per mancanza di informazioni, complessità normativa o difficoltà operative. È un problema che non riguarda solo il singolo datore di lavoro: ogni incentivo non utilizzato rappresenta un’occasione mancata per il sistema Paese, soprattutto in un momento in cui l’occupazione cresce ma la produttività fatica a tenere il passo.
Inclusione, obblighi e rendicontazione: perché le categorie prioritarie contano davvero
Oggi l’inclusione non rappresenta più soltanto un adempimento normativo: è diventata una leva strategica che contribuisce alla solidità, alla reputazione e alla capacità competitiva delle organizzazioni. Investire su giovani, donne, persone con disabilità e lavoratori senior significa arricchire l’azienda di competenze diverse, esperienze complementari e punti di vista che favoriscono innovazione, resilienza e qualità dei processi decisionali.
Accanto agli obblighi previsti dalla normativa, le imprese sono sempre più chiamate a dimostrare il proprio impegno attraverso strumenti di rendicontazione non finanziaria, che valorizzano le scelte fatte in ambito sociale e ne misurano l’impatto. In questo contesto, adottare un approccio inclusivo non è solo una risposta alle richieste del legislatore, ma un modo per costruire un’identità aziendale credibile, attrattiva e orientata al futuro. Le organizzazioni che sanno integrare queste dimensioni nel proprio modello operativo riescono a raccontare con trasparenza il proprio percorso e a trasformare l’inclusione in un elemento distintivo della loro strategia.
Wilink: il ponte tra incentivi, inclusione e competitività
Fiabilis ha creato Wilink proprio per rispondere a questa esigenza. La piattaforma non si limita a mappare gli incentivi: li rende accessibili, comprensibili e attivabili. Wilink individua in tempo reale tutte le agevolazioni nazionali, regionali e locali applicabili alle assunzioni, pre-qualifica i candidati in base ai requisiti e supporta le aziende nella selezione strategica, ottimizzando il costo del lavoro e migliorando la sostenibilità economica.
Wilink è un ponte tra aziende e categorie prioritarie: giovani, donne, over 50, persone con disabilità, percettori di NASpI. Aiuta le imprese a individuare i profili che rispondono ai requisiti degli incentivi e, allo stesso tempo, supporta la compliance normativa e la rendicontazione ESG. In un contesto in cui la trasparenza e la tracciabilità delle politiche di inclusione sono sempre più richieste, Wilink diventa uno strumento essenziale per documentare l’impatto sociale delle assunzioni e trasformare la compliance in valore competitivo.
Per le aziende significa costi contributivi ridotti, maggiore competitività e allineamento agli obiettivi ESG. Per i candidati significa più opportunità di inserimento. Per il sistema significa politiche attive più efficaci e meno sprechi dovuti al non take-up.
Perché agire ora
Viviamo in un sistema che può crescere ancora, ma che deve farlo con intelligenza. I record occupazionali sono un punto di partenza, non di arrivo. Il lavoro non è solo un indicatore statistico: è futuro, inclusione, competitività. E strumenti come Wilink permettono alle imprese di cogliere davvero le opportunità che il sistema mette a disposizione, trasformando gli incentivi da semplice possibilità a valore concreto per aziende, persone e comunità.
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